Leggo sul Tirreno del 31/10/2006
OFFSHORE : TROVATO IL FORNITORE DEL GAS
ma il fronte del no non s’arrende: faremo come in Val di Susa.
L’opinione di ernesto scontento:
Perchè non li vogliono?
“I rigassificatori sono degli impianti che trasformano il gas da liquido allo stato aeriforme. Il problema non è l’inquinamento ma il fatto che sono degli impianti ad alto rischio d’incidente rilevante (DL 334/99). Studi autorevoli prescrivono la costruzioni dei terminali lontano da città e da altre industrie soggette a tale decreto, in quanto l’effetto domino che si verrebbe a creare a seguito d’incidente avrebbe effetti catastrofici per la popolazioni vicini a detti impianti.
Tralasciando gli aspetti tecnici che sono complessi e peraltro materia per esperti, quindi ognuno farà bene a farsi una propria idea indipendente.
Io mi porrò alcune domande,cercando di darmi delle risposte, valutandone costi e i benefici !!!
- Gas come soluzione per il futuro ? E’ difficile immaginare che il gas sia la soluzione ai problemi energetici del nostro paese. Il gas come il petrolio innanzitutto è una risorsa non disponibile nel nostro paese e quindi rimarrà inalterata la dipendenza dell’Italia dai paesi produttori e dalle tensioni internazionali che abbiamo già visto interessare anche il gas. Inoltre il gas come il petrolio non è una risorsa infinita e quindi è destinato ad esaurirsi in un tempo più o meno lontano, vale la pena allora investire in una risorsa che sicuramente non sarà la soluzione ai problemi attuali e futuri del fabbisogno energetico ?
- Gas come soluzione di emergenza ? Nemmeno considerato che la realizzazione di un impianto di rigassificazione necessita di almeno tre anni di tempo e quindi un tempo sufficientemente lungo per le situazioni che si dovranno affrontare.
- Rigassificatori impianti sicuri ? Naturalmente qui i pareri sono discordi fra i favorevoli e i contrari a questi impianti, un dato oggettivo in proposito è però che questo tipo di impianti sono sottoposti alla direttiva Seveso, una direttiva europea recepita dall’Italia. Questa direttiva impone il censimento degli impianti a rischio e tra questi impianti sono compresi anche i rigassificatori per cui definire un impianto di rigassificazione un impianto sicuro è un’emerità falsità.
- In Italia rigassificatore come unica soluzione per il gas ? Sembra fuori di ogni logica in un paese come l’Italia, al centro di una rete di gasdotti provenienti da Russia, Norvegia, Olanda, Libia e Algeria, sia indispensabile costruire questo genere di impianti che hanno motivo di esistere solo in paesi non raggiungibili da gasdotti. Gli Stati Uniti infatti hanno diversi impianti di rigassificazione proprio per questo motivo.
Tutto sembrerebbe contro i Rigassificatori ma è cosi?
Direi di no! L’Italia e una Nazione povera di risorse naturali, quindi come risolvere il problema? Qui troppo spesso ci dimentichiamo di essere Italiani, nel senso che siamo un paese di cervelli e Enrico Mattei è stato sicuramente uno dei migliori che abbiamo avuto.
Fermo restando, che non dobbiamo accettare ciò che non possiamo controllare sufficientemente, mettendo a rischio la nostra sopravvivenza!! Ma è altrenttanto vero, che non possiamo dire sempre no a prescindere, o meglio ! no grazie in casa mia, ma fatelo in casa di altri.
La sicurezza? qui nessuno a certezze…. i rischi ci sono come del resto ci sono nell’impianto dello Stanic o in qualunque altro impianto chimico.
La Responsabilità? Siamo uno Stato Nazione è Europeo, questo ci obbliga ad avere delle responsabilità oltre la nostra comunità.
L’oggettività? In America ci sono molti impianti, in Italia esistono già alcuni impianti da diversi anni, quindi il rischio è controllabile nei limiti dell’ecezione è dell’errore umano, rischi e limiti sempre presenti anche nel nostro vivere quotidiano.
I Vantaggi ? qui è fuori discussione che ci sono!!!! la diversificazione dell’approvigionamento su più fornitori, apre la possibilità per l’Italia di soddisafre la domanda rivolgendosi su più fornitori, rendondola liberà da eventuali sopprusi di monopolio ( l’inverno passato dovrebbe far riflettere la dipendenza dalla Russia non è un vantaggio per noi). Inoltre come avviene in Francia ma anche in altri paesi, le comunita che si accoolano l’onere di certi rischi o impatti ambientali devono essere indennizzate in merito con vantaggi economici derivanti dall’attività stessa ( In campagna elettorale lo stesso ministro Masimo D’Alema critico il metodo TAV eseguito dal governo Berlusconi, portando ad esempio il Metodo Francese, basato sul dialogo informato con i cittadini e, sui ritorni economici per le comunità coinvolte).
Leggendo però anche l’articolo sul tirreno del03/11/2006
Non solo non ci saranno ritorni economici per la nostra comunità!!!! ma addirittura i costi dell’impianto ricadranno sugli utenti?
ORRORE !!!! se fosse vero certamente saremo al paradosso “cornuti e mazziati”, ma il vero paradosso è che qualcuno su questi impianti fa affari milionari sia sulla costruzione che sulla gestione e vendita del prodotto!!!!
Personalmente io non o niente contro gli utili privati !!!!, basta che non scarichino su di me come cittadino, i rischi o i costi del progetto, io faccio un’altro lavoro per scelta….se volevo fare l’imprenditore, lo facevo, ma senza coercizione, le oblazioni liberali sono tali perchè libere nella scelta del donatore.
Mi preme sottoliniare un’ultima cosa visto il caos che c’è sull’argomento!!! Certi temi che coinvolgono tutti i cittadini di una comunità, il dovere democratico esige, che tutti i componenti della stessa siano messi in condizioni di formarsi una propria e libera opinione, mediante un dibattito pubblico informato (Fonte dopo La Democrazia di Ralf Gustav Dahrendorf )
ernesto scontento
- Approfondimenti:
Approfondimenti pro e contro, il numero è casuale, in rete troverete maggiori dettagli sulle varie posizioni:
- Favorevoli:
- Contro:




